This damn machine, this damn machine, this broken head doesn't work. So they're selling it off again. These crooked legs, these twisted arms, these tired feet lost their worth. Soon they'll dismantle them.
But we're all just part of some giant grand machine. Too big to really understand. But we'll do our jobs till we break down and fall.
Now we just sleepwalk. We drift through the week. A dead procession always dragging its feet. Well, come on. Our hands are swollen. We all need to sleep. But there's no time, just stitch us up so we'll keep.
We're all just part of someone's elaborate plan. Chess pieces in some grandiose scheme. But we'll do our jobs till we break down and fall
Hey there Delilah What's it like in New York City? I'm a thousand miles away But girl tonight you look so pretty Yes you do Times Square can't shine as bright as you I swear it's true
Hey there Delilah Don't you worry about the distance I'm right there if you get lonely Give this song another listen Close your eyes Listen to my voice it's my disguise I'm by your side
Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me What you do to me
Hey there Delilah I know times are getting hard But just believe me girl Someday I'll pay the bills with this guitar We'll have it good We'll have the life we knew we would My word is good
Hey there Delilah I've got so much left to say If every simple song I wrote to you Would take your breath away I'd write it all Even more in love with me you'd fall We'd have it all
Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me
A thousand miles seems pretty far But they've got planes and trains and cars I'd walk to you if I had no other way Our friends would all make fun of us and we'll just laugh along because we know That none of them have felt this way Delilah I can promise you That by the time we get through The world will never ever be the same And you're to blame
Hey there Delilah You be good and don't you miss me Two more years and you'll be done with school And I'll be making history like I do You know it's all because of you We can do whatever we want to Hey there Delilah here's to you This ones for you
Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me Oh it's what you do to me What you do to me.
Come away with me in the night Come away with me And I will write you a song Come away with me on a bus Come away where they can't tempt us With their lies
I want to walk with you On a cloudy day In fields where the yellow grass grows knee-high So won't you try to come
Come away with me and we'll kiss On a mountaintop Come away with me And I'll never stop loving you
And I want to wake up with the rain Falling on a tin roof While I'm safe there in your arms So all I ask is for you
To come away with me in the night Come away with me
Nella storia del mondo un argomento più di altri ha sempre scatenato la curiosità delle persone: non parlo delle domande esistenziali del tipo "Chi sono? Cosa ci faccio qui? Perchè esisto? A che cazzo servono gli asciugatori automatici che ci sono nei cessi se poi non ti asciugano mai le mani?" eccetera..., ma farsi i cazzi degli altri. E se questo retaggio culturale insito nella storia del mondo si mescola ad un altro passatempo dei popoli, cioè ridere di... o prendere in giro chi governa, allora la frittata è fatta. In passato abbiamo maledetto o benedetto questo comportamento nemmeno tanto inspiegabile: abbiamo riso del ragionier Fantozzi che si mangiava di nascosto le polpette del suo capo, ma abbiamo anche dovuto assistere all'inesorabile ascesa degli spettacoli de "Il bagaglino", encomiabili per la quantità di phaiga proposta, riprovevoli per la satira infantile e per la presenza di noti politici al Teatro Margherita in Roma, accorsi nei secoli dei secoli per mescolarsi alla gente comune e per dimostrare a tutti che anche loro, tra un ghigno che sottointende "figli di puttana, nemmeno sapete imitarmi bene" e un apprezzamento alle forme di una delle dive del programma, sanno ridere di se stessi. Ma qui non andiamo per il sottile, siore e siori! Antonio e Cleopatra, Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Ginevra e Lancillotto, Minnie e Topolino, Jasmine e Aladdin, Diabolik e Eva Kant (ma è parente di QUEL Kant?!), Renzo e Lucia eccetera eccetera sono nulla in confronto alla coppia di cui vorrei parlarvi. Alcune di queste storie sono finite male, come accade sempre quando l'amore si incammina troppo velocemente (Frate Lorenzo docet), altre hanno avuto un lieto fine, altre ancora, magari, sono solo frutto della fervida immaginazione di qualche brillante scrittore o fumettista. Ma spesso l'immaginazione non può superare la realtà... quanti film sono stati realizzati sull'argomento del terrorismo? Eppure l'11 settembre ha battuto qualunque sceneggiatura, anche la più catastrofica e disfattista. E come in quel caso, anche questa storia d'amore, nata nella mia mente malata ed apparentemente impossibile da provare, batte tutte quelle nate da menti molto più eccelse della mia o enfatizzate da leggende... qui non si parla di una verità assoluta, così come non si elencano prove tangibili o segni lasciati nel solco della storia come si fa con le sementi di granturco nei campi, ma di un racconto proposto da me che però, anche se solo in parte, si basa su teorie già portate avanti da altri. Si parlerà, forse troppo seriamente, della possibile storia d'amore tra i due più grandi feticisti del Risiko, tra due personalità che hanno scritto a loro modo la storia, tra aforismi, egocentrismo, potere: Adolf "Fuhrer" Hitler e Benito "Duce" Mussolini.
Non sono certo il primo a sostenere la tesi dell'omosessualità del gerarca nazista (http://www.giovannidallorto.com/saggistoria/fascismo/hitleromo.html - http://www.oliari.com/storia/hitler.html) e nemmeno il primo ad aver pensato che il suo più grande alleato, il Benito, fosse suo compagno di letto... ma ora, come è ovvio, servono prove, o almeno una storia possibile da proporre e confutare. Come dice giustamente Giovanni Dall'Orto:
"[...] E qui emerge quanto le ricerche degli storici gay siano un'entità aliena per gli accademici tradizionali alla Machtan, che appare poco interessato agli studi sul tema dell'Omocausto, delle sue radici ideologiche e politiche, delle sue cause sociali, del suo radicamento nelle ideologie otto-novecentesche... Tutto questo, in un libro di 400 pagine sul tema dell'omosessualità di Hitler, è assente! Sarebbe come scrivere un libro per sostenere che Diocleziano era segretamente cristiano, per poi scordarsi del problemino posto dalle sue persecuzioni ai cristiani... [...]".
Ma chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato se stesso. E chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato così tanto se stesso da odiare a sua volta tutte le persone in cui rivede ciò che odia di sè? Per citare Robert Jhonson:
"È sorprendente quello che si fa a noi stessi quando si permette alle emozioni deleterie di dominare la nostra esistenza!".
Con l'unica differenza che un uomo nella posizione di Adolf Hitler non poteva permettersi di fare deliberatamente e pubblicamente del male a se stesso (si "limitava" ad assumere Ekodal e Pervitin, due potenti psicofarmaci), ma piuttosto mirava a perseguire chi era come lui, quasi a volere scacciare, negare, esorcizzare la sua omosessualità più o meno latente. Se teorie o congetture sulla (nemmeno tanto) presunta omosessualità di Hitler si sprecano, è più difficile portare a termine una ricerca soddisfacente, in tal senso, nei riguardi di Mussolini. Esistono solo voci ed insinuazioni sulla possibile omosessualità di molti gerarchi fascisti vicini a Mussolini che, così come accadde in Germania, erano uomini incapaci di accettare la propria diversità e che dunque reagivano sfogando le proprie repressioni nella rabbia e nella violenza contro ciò che più li mandava in crisi. La figura di Mussolini, a differenza di quella di Hitler, non lascia però molto spazio alla fantasia, dal momento che le sue storie alla Beautiful si sprecano: sposò Rachele Guidi, aveva un'amante ebrea (Ida Dasler, da cui ha avuto un figlio), si fece una seconda amante dopo che la Dasler fu internata in un manicomio (Clara Petacci, che condivise con lui la morte). La tesi della storia tra Hitler e Mussolini, a questo punto, incontra uno scoglio a quanto pare insormontabile, e cioè l'eterosessualità del despota italiano... ma siamo sicuri sia così? Certo, le mie sono solo ipotesi folli che non trovano risposte certe, ma il rapporto tra i due dittatori è sempre sembrato particolarmente amichevole - e forse non solo per la condivisione delle stesse idee politiche -, tanto che molti storiografi hanno arditamente affermato che per Mussolini Hitler fosse una droga a cui non poteva fare a meno. Che fosse affascinato non solo dalla sua personalità e dalle sue idee politiche, ma anche da... altro, purtroppo, non è provato. Si può solo teorizzare (o vaneggiare) su fatti che materialmente non sono completamente dimostrabili, nemmeno se si dovesse prendere per buona la teoria che afferma che Hitler fosse gay. Al 50% la mia è una storia che potrebbe reggere... ora, però, mi metterò alla ricerca di altre notizie, di altri rumors, di altre possibili prove che possano colmare il restante 50%...
Sono stato veloce a creare account, blog e ad inserire cazzate e cazzatine. Dopo varie esperienza in giro per la rete torno su Blogger... e come primo post direi che è d'obbligo inserire la canzone che ha ispirato il titolo di questa paginetta... a presto.
So, so you think you can tell Heaven from Hell, blue skies from pain. Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil? Do you think you can tell? And did they get you to trade your heroes for ghosts? Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze? Cold comfort for change? And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage? How I wish, how I wish you were here. We're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year. Running over the same old ground, what have we found? The same old fears. Wish you were here.
Don't worry about the world coming to an end today, it's already tomorrow in Australia... Charles Schultz
Bisogna guardarsi bene dal concepire un'opinione molto buona delle persone di nuova conoscenza, altrimenti nella maggior parte dei casi si rimarrà delusi con proprio scorno... o magari danno. William Shakespeare
Gli uomini condannano l'ingiustizia perchè temono di poterne essere vittime, non perchè aborrano di commetterla. Platone
Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finchè non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario. Friedrich Nietzsche
Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. Proverbio indiano
La prudenza e l'amore non sono fatti l'una per l'altro; via via che cresce l'amore, la prudenza diminuisce. François de La Rochefoucauld
La sapete quella di… hm… di quelle due vecchie signore in villeggiatura, sui monti Catskills, e una dice: "Mamma, come si mangia male in questo posto!" "Oh, sì, il vitto è uno schifo", dice l'altra, "e oltretutto ti danno porzioni così piccole di cibo!" Beh, questo è essenzialmente quel che io provo nei riguardi della vita: piena di solitudine e squallore, di guai, di dolori, di infelicità... e oltretutto dura troppo poco. C'è poi... c’è quell'altra battuta – importante per me – di solito attribuita a Groucho Marx... ma io credo che risalga a Freud, quando parla del motto di spirito e dei rapporti fra le barzellette e l'inconscio. Dice... cito a memoria... dice... hm... parafraso... dice: «Non accetterei mai di far parte di un circolo che accettasse fra i suoi soci uno come me». Questa è la battuta chiave della mia vita d’adulto per quanto riguarda i miei rapporti con le donne. Woody Allen - Io & Annie