Nella storia del mondo un argomento più di altri ha sempre scatenato la curiosità delle persone: non parlo delle domande esistenziali del tipo "Chi sono? Cosa ci faccio qui? Perchè esisto? A che cazzo servono gli asciugatori automatici che ci sono nei cessi se poi non ti asciugano mai le mani?" eccetera..., ma farsi i cazzi degli altri. E se questo retaggio culturale insito nella storia del mondo si mescola ad un altro passatempo dei popoli, cioè ridere di... o prendere in giro chi governa, allora la frittata è fatta. In passato abbiamo maledetto o benedetto questo comportamento nemmeno tanto inspiegabile: abbiamo riso del ragionier Fantozzi che si mangiava di nascosto le polpette del suo capo, ma abbiamo anche dovuto assistere all'inesorabile ascesa degli spettacoli de "Il bagaglino", encomiabili per la quantità di phaiga proposta, riprovevoli per la satira infantile e per la presenza di noti politici al Teatro Margherita in Roma, accorsi nei secoli dei secoli per mescolarsi alla gente comune e per dimostrare a tutti che anche loro, tra un ghigno che sottointende "figli di puttana, nemmeno sapete imitarmi bene" e un apprezzamento alle forme di una delle dive del programma, sanno ridere di se stessi.
Ma qui non andiamo per il sottile, siore e siori! Antonio e Cleopatra, Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Ginevra e Lancillotto, Minnie e Topolino, Jasmine e Aladdin, Diabolik e Eva Kant (ma è parente di QUEL Kant?!), Renzo e Lucia eccetera eccetera sono nulla in confronto alla coppia di cui vorrei parlarvi. Alcune di queste storie sono finite male, come accade sempre quando l'amore si incammina troppo velocemente (Frate Lorenzo docet), altre hanno avuto un lieto fine, altre ancora, magari, sono solo frutto della fervida immaginazione di qualche brillante scrittore o fumettista. Ma spesso l'immaginazione non può superare la realtà... quanti film sono stati realizzati sull'argomento del terrorismo? Eppure l'11 settembre ha battuto qualunque sceneggiatura, anche la più catastrofica e disfattista. E come in quel caso, anche questa storia d'amore, nata nella mia mente malata ed apparentemente impossibile da provare, batte tutte quelle nate da menti molto più eccelse della mia o enfatizzate da leggende... qui non si parla di una verità assoluta, così come non si elencano prove tangibili o segni lasciati nel solco della storia come si fa con le sementi di granturco nei campi, ma di un racconto proposto da me che però, anche se solo in parte, si basa su teorie già portate avanti da altri.
Si parlerà, forse troppo seriamente, della possibile storia d'amore tra i due più grandi feticisti del Risiko, tra due personalità che hanno scritto a loro modo la storia, tra aforismi, egocentrismo, potere: Adolf "Fuhrer" Hitler e Benito "Duce" Mussolini.
Non sono certo il primo a sostenere la tesi dell'omosessualità del gerarca nazista (http://www.giovannidallorto.com/saggistoria/fascismo/hitleromo.html - http://www.oliari.com/storia/hitler.html) e nemmeno il primo ad aver pensato che il suo più grande alleato, il Benito, fosse suo compagno di letto... ma ora, come è ovvio, servono prove, o almeno una storia possibile da proporre e confutare.
Come dice giustamente Giovanni Dall'Orto:
"[...] E qui emerge quanto le ricerche degli storici gay siano un'entità aliena per gli accademici tradizionali alla Machtan, che appare poco interessato agli studi sul tema dell'Omocausto, delle sue radici ideologiche e politiche, delle sue cause sociali, del suo radicamento nelle ideologie otto-novecentesche... Tutto questo, in un libro di 400 pagine sul tema dell'omosessualità di Hitler, è assente! Sarebbe come scrivere un libro per sostenere che Diocleziano era segretamente cristiano, per poi scordarsi del problemino posto dalle sue persecuzioni ai cristiani... [...]".
Ma chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato se stesso. E chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato così tanto se stesso da odiare a sua volta tutte le persone in cui rivede ciò che odia di sè? Per citare Robert Jhonson:
"È sorprendente quello che si fa a noi stessi quando si permette alle emozioni deleterie di dominare la nostra esistenza!".
Con l'unica differenza che un uomo nella posizione di Adolf Hitler non poteva permettersi di fare deliberatamente e pubblicamente del male a se stesso (si "limitava" ad assumere Ekodal e Pervitin, due potenti psicofarmaci), ma piuttosto mirava a perseguire chi era come lui, quasi a volere scacciare, negare, esorcizzare la sua omosessualità più o meno latente.
Se teorie o congetture sulla (nemmeno tanto) presunta omosessualità di Hitler si sprecano, è più difficile portare a termine una ricerca soddisfacente, in tal senso, nei riguardi di Mussolini.
Esistono solo voci ed insinuazioni sulla possibile omosessualità di molti gerarchi fascisti vicini a Mussolini che, così come accadde in Germania, erano uomini incapaci di accettare la propria diversità e che dunque reagivano sfogando le proprie repressioni nella rabbia e nella violenza contro ciò che più li mandava in crisi.
La figura di Mussolini, a differenza di quella di Hitler, non lascia però molto spazio alla fantasia, dal momento che le sue storie alla Beautiful si sprecano: sposò Rachele Guidi, aveva un'amante ebrea (Ida Dasler, da cui ha avuto un figlio), si fece una seconda amante dopo che la Dasler fu internata in un manicomio (Clara Petacci, che condivise con lui la morte).
La tesi della storia tra Hitler e Mussolini, a questo punto, incontra uno scoglio a quanto pare insormontabile, e cioè l'eterosessualità del despota italiano... ma siamo sicuri sia così? Certo, le mie sono solo ipotesi folli che non trovano risposte certe, ma il rapporto tra i due dittatori è sempre sembrato particolarmente amichevole - e forse non solo per la condivisione delle stesse idee politiche -, tanto che molti storiografi hanno arditamente affermato che per Mussolini Hitler fosse una droga a cui non poteva fare a meno. Che fosse affascinato non solo dalla sua personalità e dalle sue idee politiche, ma anche da... altro, purtroppo, non è provato.
Si può solo teorizzare (o vaneggiare) su fatti che materialmente non sono completamente dimostrabili, nemmeno se si dovesse prendere per buona la teoria che afferma che Hitler fosse gay. Al 50% la mia è una storia che potrebbe reggere... ora, però, mi metterò alla ricerca di altre notizie, di altri rumors, di altre possibili prove che possano colmare il restante 50%...
Ma qui non andiamo per il sottile, siore e siori! Antonio e Cleopatra, Romeo e Giulietta, Tristano e Isotta, Ginevra e Lancillotto, Minnie e Topolino, Jasmine e Aladdin, Diabolik e Eva Kant (ma è parente di QUEL Kant?!), Renzo e Lucia eccetera eccetera sono nulla in confronto alla coppia di cui vorrei parlarvi. Alcune di queste storie sono finite male, come accade sempre quando l'amore si incammina troppo velocemente (Frate Lorenzo docet), altre hanno avuto un lieto fine, altre ancora, magari, sono solo frutto della fervida immaginazione di qualche brillante scrittore o fumettista. Ma spesso l'immaginazione non può superare la realtà... quanti film sono stati realizzati sull'argomento del terrorismo? Eppure l'11 settembre ha battuto qualunque sceneggiatura, anche la più catastrofica e disfattista. E come in quel caso, anche questa storia d'amore, nata nella mia mente malata ed apparentemente impossibile da provare, batte tutte quelle nate da menti molto più eccelse della mia o enfatizzate da leggende... qui non si parla di una verità assoluta, così come non si elencano prove tangibili o segni lasciati nel solco della storia come si fa con le sementi di granturco nei campi, ma di un racconto proposto da me che però, anche se solo in parte, si basa su teorie già portate avanti da altri.
Si parlerà, forse troppo seriamente, della possibile storia d'amore tra i due più grandi feticisti del Risiko, tra due personalità che hanno scritto a loro modo la storia, tra aforismi, egocentrismo, potere: Adolf "Fuhrer" Hitler e Benito "Duce" Mussolini.
Non sono certo il primo a sostenere la tesi dell'omosessualità del gerarca nazista (http://www.giovannidallorto.com/saggistoria/fascismo/hitleromo.html - http://www.oliari.com/storia/hitler.html) e nemmeno il primo ad aver pensato che il suo più grande alleato, il Benito, fosse suo compagno di letto... ma ora, come è ovvio, servono prove, o almeno una storia possibile da proporre e confutare.
Come dice giustamente Giovanni Dall'Orto:
"[...] E qui emerge quanto le ricerche degli storici gay siano un'entità aliena per gli accademici tradizionali alla Machtan, che appare poco interessato agli studi sul tema dell'Omocausto, delle sue radici ideologiche e politiche, delle sue cause sociali, del suo radicamento nelle ideologie otto-novecentesche... Tutto questo, in un libro di 400 pagine sul tema dell'omosessualità di Hitler, è assente! Sarebbe come scrivere un libro per sostenere che Diocleziano era segretamente cristiano, per poi scordarsi del problemino posto dalle sue persecuzioni ai cristiani... [...]".
Ma chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato se stesso. E chi, almeno una volta nella sua vita, non ha odiato così tanto se stesso da odiare a sua volta tutte le persone in cui rivede ciò che odia di sè? Per citare Robert Jhonson:
"È sorprendente quello che si fa a noi stessi quando si permette alle emozioni deleterie di dominare la nostra esistenza!".
Con l'unica differenza che un uomo nella posizione di Adolf Hitler non poteva permettersi di fare deliberatamente e pubblicamente del male a se stesso (si "limitava" ad assumere Ekodal e Pervitin, due potenti psicofarmaci), ma piuttosto mirava a perseguire chi era come lui, quasi a volere scacciare, negare, esorcizzare la sua omosessualità più o meno latente.
Se teorie o congetture sulla (nemmeno tanto) presunta omosessualità di Hitler si sprecano, è più difficile portare a termine una ricerca soddisfacente, in tal senso, nei riguardi di Mussolini.
Esistono solo voci ed insinuazioni sulla possibile omosessualità di molti gerarchi fascisti vicini a Mussolini che, così come accadde in Germania, erano uomini incapaci di accettare la propria diversità e che dunque reagivano sfogando le proprie repressioni nella rabbia e nella violenza contro ciò che più li mandava in crisi.
La figura di Mussolini, a differenza di quella di Hitler, non lascia però molto spazio alla fantasia, dal momento che le sue storie alla Beautiful si sprecano: sposò Rachele Guidi, aveva un'amante ebrea (Ida Dasler, da cui ha avuto un figlio), si fece una seconda amante dopo che la Dasler fu internata in un manicomio (Clara Petacci, che condivise con lui la morte).
La tesi della storia tra Hitler e Mussolini, a questo punto, incontra uno scoglio a quanto pare insormontabile, e cioè l'eterosessualità del despota italiano... ma siamo sicuri sia così? Certo, le mie sono solo ipotesi folli che non trovano risposte certe, ma il rapporto tra i due dittatori è sempre sembrato particolarmente amichevole - e forse non solo per la condivisione delle stesse idee politiche -, tanto che molti storiografi hanno arditamente affermato che per Mussolini Hitler fosse una droga a cui non poteva fare a meno. Che fosse affascinato non solo dalla sua personalità e dalle sue idee politiche, ma anche da... altro, purtroppo, non è provato.
Si può solo teorizzare (o vaneggiare) su fatti che materialmente non sono completamente dimostrabili, nemmeno se si dovesse prendere per buona la teoria che afferma che Hitler fosse gay. Al 50% la mia è una storia che potrebbe reggere... ora, però, mi metterò alla ricerca di altre notizie, di altri rumors, di altre possibili prove che possano colmare il restante 50%...
2 commenti:
Interessante l'analisi molto accurata dei vari aspetti di questa pseudo-follia pensata da te, ma sai che io ti appoggerei comunque.. Quindi per me quelli erano gay sul serio..
Veramente un bel post, se solo tu scrivessi più spesso..
Comunque quest'ultimo Sabato sera ha lasciato il segno.. e ne porteremo le conseguenze..
Dovremmo farci meno teghe..
:D
va bè...
lascia stare va là che sono due giorni che penso a cosa cazzo c'è nell'universo... altrochè x-files!
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